2. Multi Tier: architettura a più nodi¶
Un'appliance singola raccoglie, conserva e rende consultabili i log con lo stesso apparato. Quando i volumi crescono, o quando il servizio deve restare disponibile anche durante un guasto, la versione multi-tenant del Log Manager può essere distribuita su più nodi.
È la configurazione Multi Tier, e si raggiunge dal menu omonimo.
Quando conviene valutarla
Come indicazione di massima, l'architettura a più nodi diventa consigliabile a partire da circa 300 dispositivi gestiti. Sotto quella soglia un'appliance singola regge di norma senza difficoltà; sopra, separare chi riceve i log da chi li serve migliora sensibilmente i tempi di risposta dell'interfaccia.
1.1 Come sono divisi i compiti¶
I nodi non sono tutti uguali: ciascuno assume un ruolo.
Un nodo si occupa del frontend, cioè di tutto ciò con cui l'utente interagisce e di ciò che conserva i dati nel tempo: interfaccia web, consultazione, ricerche, archiviazione.
Gli altri nodi si occupano dell'ingest, cioè della ricezione dei log in arrivo, e assicurano insieme ridondanza e bilanciamento del carico.
Questa separazione è la ragione per cui l'architettura si chiama a livelli: chi riceve i dati e chi li serve non sono lo stesso apparato, e possono crescere in modo indipendente.
Rapporto con l'ingest asincrono
Sul singolo apparato lo stesso principio si applica in piccolo con l'opzione Ingest asincrono dei log, che affida l'acquisizione a processi dedicati invece che al frontend. Nelle configurazioni Multi Tier quell'opzione è consigliata, come indicato in Autorizzare e gestire i dispositivi.
1.2 Requisiti¶
Numero di nodi. Servono almeno tre nodi; la configurazione consigliata ne prevede almeno quattro. Con tre si ottiene la separazione dei ruoli, con quattro si guadagna il margine che permette al servizio di reggere il guasto di un nodo senza degradare.
Indirizzi e nomi host. Servono in tutto due indirizzi IP, tipicamente pubblici, a cui associare due nomi host distinti:
| Nome host | A cosa serve |
|---|---|
| Consultazione | Il nome con cui gli utenti raggiungono l'interfaccia web |
| Ingest | Il nome verso cui i dispositivi inviano i log |
Il traffico di ingest viene distribuito fra i nodi da un HA proxy, che bilancia le connessioni in arrivo e le indirizza al nodo disponibile. I dispositivi restano configurati sempre sullo stesso nome: sono il proxy e l'architettura a decidere quale nodo serve quella connessione.
I nomi host vanno decisi prima
Il nome di ingest finisce nella configurazione di ogni Endpoint Client e di ogni apparato che invia via syslog. Cambiarlo dopo significa rimettere mano a tutte le sorgenti, quindi va concordato in fase di progetto e non modificato in seguito.
1.3 Le voci del menu¶
Il menu Multi Tier raccoglie gli strumenti dell'architettura distribuita.
| Voce | A cosa serve |
|---|---|
| Ruoli dei nodi | L'assegnazione dei compiti ai nodi che compongono l'installazione |
| Tunnel SSH | I collegamenti cifrati fra i nodi |
| Chiavi di sistema | Le chiavi che autenticano i nodi fra loro |
1.4 Attivazione a progetto¶
La configurazione Multi Tier non è un'operazione da eseguire da soli
L'impostazione di un'installazione a più nodi è seguita direttamente dai tecnici GIGASYS e viene fornita a progetto, perché dipende dai volumi attesi, dalla topologia di rete, dagli indirizzi disponibili e dai requisiti di continuità del servizio.
Se stai valutando di passare a un'architettura Multi Tier, o se l'installazione attuale non regge più il carico, contattaci: il dimensionamento e la messa in opera vengono definiti insieme.
Le pagine descritte in questo capitolo servono quindi a riconoscere e verificare una configurazione esistente, non a costruirne una da zero.
Passare al Multi Tier in un secondo momento¶
Non è una scelta da fare all'inizio e per sempre. Un'installazione singola può essere convertita in Multi Tier anche in seguito, aggiungendo i nodi a un sistema già in produzione con i suoi dati e le sue sorgenti.
La conversione avviene senza interruzione del servizio: la raccolta dei log prosegue durante il passaggio, e non è necessario fermare l'appliance né riconfigurare i dispositivi già installati.
È quindi ragionevole partire con un'appliance singola e valutare il passaggio quando i volumi lo richiedono, senza dover sovradimensionare l'installazione iniziale per timore di doverla rifare.