4. Ceph Cluster¶
Il percorso è HA → Ceph Cluster. Ceph è la seconda via per lo storage distribuito del cluster, alternativa al filesystem GlusterFS. Invece di replicare interi volumi fra pochi nodi, distribuisce i dati a blocchi su molti dischi e molti nodi: è la scelta pensata per gli ambienti grandi, dove contano la capacità complessiva e la crescita per aggiunta di nodi.
La pagina richiede il cluster avviato
Ceph si appoggia al cluster: finché quello non è inizializzato, la pagina resta in caricamento. Va quindi configurato prima il cluster Pacemaker, poi Ceph.
4.1 Bootstrap¶
Finché Ceph non è avviato, la pagina segnala Cluster Ceph non configurato e mostra la sola operazione di partenza, il bootstrap.

Si sceglie il Monitor IP, cioè l'interfaccia su cui parte il primo monitor Ceph — il componente che tiene la mappa del cluster — e si preme Bootstrap Ceph.
Il bootstrap è però solo il primo di una serie di passi che la pagina stessa elenca come necessari a rendere Ceph operativo: l'aggiunta degli host, la configurazione dei MON e degli OSD (i demoni che custodiscono i dati sui dischi), e infine la creazione di un pool RBD e del datastore libvirt che lo espone alle macchine virtuali.
Ceph conviene quando i nodi sono molti
Su due o tre apparati, il filesystem GlusterFS è più semplice da configurare e da capire. Ceph dà il suo meglio quando i nodi e i dischi crescono, perché ridistribuisce i dati man mano che se ne aggiungono, senza dover rifare i volumi.