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4. iSCSI

Con iSCSI l'appliance pubblica in rete uno spazio a blocchi: il sistema che lo collega non vede una cartella condivisa, vede un disco, che formatta e usa come se fosse installato al suo interno.

Il percorso è Storage → iSCSI.

4.1 Quando serve

Le condivisioni pubblicano file, e vanno bene quando più client devono leggere e scrivere gli stessi documenti. iSCSI serve nei casi opposti, dove il client vuole un disco tutto suo:

  • hypervisor che devono ospitare i dischi delle macchine virtuali;
  • applicativi e database che richiedono un volume dedicato;
  • sistemi che vogliono applicare un proprio filesystem allo spazio ricevuto.

Un disco iSCSI ha un solo padrone

Un volume iSCSI va collegato a un solo sistema per volta, salvo che il client usi un filesystem pensato per l'accesso condiviso. Collegare lo stesso volume a due macchine che lo trattano come disco proprio significa corromperlo, perché ciascuna scrive senza sapere dell'altra.

Dove più sistemi devono lavorare sugli stessi dati, la risposta sono le condivisioni, non iSCSI.

4.2 Creare un target

Il pulsante Nuovo Target apre la scheda di creazione.

Creazione di un target iSCSI

Nome Target identifica il volume presso i client.

Permetti solo limita il collegamento all'indirizzo IP indicato. Va sempre compilato: senza restrizione, il volume è raggiungibile da chiunque sia in rete e iSCSI non chiede credenziali.

Il menu successivo stabilisce da dove viene lo spazio:

Origine Come funziona
Crea immagine del file Un file della dimensione indicata, in un percorso a scelta (/home/iscsi è quello predefinito)
Usa il volume ZFS Un volume ZFS dedicato, da creare al momento oppure già esistente
Seleziona Partizioni Gestibili Una partizione del disco, usata direttamente

Scegliendo il volume ZFS si indicano il pool su cui crearlo e la dimensione; scegliendo l'immagine del file, la dimensione e il percorso.

Si conferma con Crea.

Il volume ZFS è la scelta migliore

Un volume ZFS eredita le funzioni del filesystem: può avere snapshot e repliche proprie, e lo spazio si gestisce insieme al resto del pool. L'immagine su file funziona, ma è un file dentro un filesystem, con un livello di indirezione in più.

4.3 Stato del servizio

I pulsanti in testa alla pagina avviano, fermano e riavviano il servizio iSCSI, e ne mostrano lo stato. Dopo aver creato o rimosso un target conviene controllare che il servizio sia attivo, altrimenti i client non trovano nulla da collegare.

4.4 Proteggere i dati esposti

Quello che il client scrive nel volume iSCSI è opaco per l'appliance: da fuori si vede un blocco di spazio, non i file che contiene.

Ne discende che il recupero di un singolo file non è possibile dall'appliance: si può solo riportare l'intero volume a uno stato precedente. Vale quindi la pena di attivare gli snapshot sul volume ZFS che ospita il target, tenendo però presente che lo snapshot fotografa il disco così com'è — per una copia coerente conviene farlo quando il client non sta scrivendo, o fermare l'applicativo per il tempo necessario.