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2. Backup remoto

Il backup remoto è il verso opposto del backup job: qui l'appliance deposita i propri dati su un sistema esterno.

Il percorso è Backup → Backup Remoto.

Quando serve

Le repliche coprono già il caso principale — una copia dei filesystem su un secondo apparato GIGASYS, con il meccanismo degli snapshot. Il backup remoto interviene quando la destinazione non è un altro apparato GIGASYS:

  • un server o un NAS di altra marca in una sede diversa;
  • uno spazio di archiviazione presso un fornitore, raggiungibile via SSH o rsync;
  • un sistema aziendale che già gestisce le copie e a cui si vuole consegnare anche i dati dell'appliance.

La differenza rispetto alla replica

La replica trasferisce interi filesystem ZFS con i loro snapshot, e la copia di destinazione conserva la storia. Il backup remoto trasferisce file, e quello che la destinazione conserva dipende dalla modalità di archiviazione scelta qui sotto.

Dove sono possibili entrambi, la replica è preferibile. Il backup remoto è la scelta quando la destinazione non parla ZFS.

Configurare un backup

Il pulsante Nuovo Backup apre la scheda di configurazione.

La funzione copia su un sistema esterno le cartelle indicate, secondo una pianificazione. L'appliance si connette alla destinazione e vi deposita i dati: non serve alcun programma sul sistema che riceve, basta che offra una condivisione o un accesso SSH.

Configurazione

Campo Cosa indicare
Nome L'etichetta con cui riconoscere il backup nell'elenco
Abilitato L'interruttore che lo rende operativo
Indirizzo E-Mail a cui inviare i log Dove recapitare il resoconto di ogni esecuzione
Ulteriore indirizzo email Un secondo destinatario, facoltativo
Directory da backuppare Le cartelle da copiare, aggiunte una alla volta con Aggiungi

Le tre modalità di archiviazione

L'opzione Crea un archivio per ogni giorno della settimana? decide come si accumulano le copie sulla destinazione. È la scelta che determina quanto indietro si potrà tornare e quanto spazio servirà.

No — copia singola. Sulla destinazione esiste una sola copia dei dati, nella radice dell'archivio. Le esecuzioni successive alla prima sono incrementali: viaggiano solo le modifiche. È la modalità che occupa meno spazio e non conserva alcuno storico.

Sì — una copia per giorno della settimana. Viene creata una cartella per ogni giorno in cui il backup viene eseguito (1 per il lunedì, 2 per il martedì e così via), ciascuna con i dati completi di quel giorno. La prima settimana copia tutto; dalla seconda ogni cartella viene aggiornata in modo incrementale rispetto allo stesso giorno della settimana precedente. Con 10 GB di dati e cinque esecuzioni settimanali servono quindi circa 50 GB sulla destinazione.

Differenziale. Alla prima esecuzione viene creata una cartella fullbackup con la copia completa, aggiornata poi una volta alla settimana. Accanto restano le cartelle dei singoli giorni, che contengono soltanto i file modificati rispetto alla copia completa. Offre uno storico settimanale a un costo di spazio molto inferiore rispetto alla modalità precedente.

Con una sola copia non c'è storico

Impostando No, un problema che si manifesta dopo l'esecuzione del backup sovrascrive l'unica copia buona: la copia riflette fedelmente i dati danneggiati. Se lo spazio sulla destinazione lo consente, o Differenziale offrono un margine di recupero.

Schedulazione

Si indicano i giorni — tutti oppure alcuni scelti — e l'orario di esecuzione. Conviene collocare la copia quando il sistema è scarico e dopo le elaborazioni notturne che producono i dati da salvare.

La destinazione remota

Il backup può essere depositato su quattro tipi di destinazione:

Destinazione Note
Condivisione Windows Una cartella condivisa SMB: indirizzo del server, nome della condivisione, utente e password
Condivisione Unix Una condivisione NFS su sistemi Unix
Condivisione RSYNC Un servizio rsync, adatto ai trasferimenti incrementali
Server SSH Copia su un server raggiungibile via SSH

I campi richiesti cambiano in base al tipo scelto.

Opzioni

La scheda Opzioni, accanto a Impostazioni, governa il comportamento della copia:

  • Rimuovi i file locali non più presenti sul server di origine allinea la destinazione all'origine, cancellando ciò che nell'origine non esiste più. Lasciandola su No la destinazione conserva anche i file cancellati, e cresce nel tempo.
  • Cancella vecchi files prima di aggiornarli e Aggiornamento dei files diretto riguardano il modo in cui i file vengono sostituiti sulla destinazione.
  • Crea un unico file compresso raccoglie la copia in un solo archivio invece di replicare l'albero delle cartelle.
  • Escludi i seguenti file e cartelle accetta un criterio per riga: /miacartella/ per una cartella specifica, *.tmp per un'estensione, **/miacartella per una cartella ovunque si trovi.

L'esclusione riduce il tempo di copia più di quanto sembri

File temporanei, cache e archivi già compressi occupano spazio e tempo senza aggiungere nulla al valore della copia. Escluderli è il primo intervento da fare quando un backup non riesce a concludersi nella finestra notturna.

Provare prima di salvare

Il pulsante Test verifica che la destinazione sia raggiungibile e che le credenziali siano corrette, senza attendere la prima esecuzione pianificata. Usalo sempre: un backup configurato male fallisce in silenzio ogni notte, e ci si accorge del problema quando la copia serve.

Controlla i messaggi di esito

L'indirizzo indicato in configurazione riceve il resoconto di ogni esecuzione. Se smettono di arrivare, il backup non sta girando: il silenzio è esso stesso una segnalazione, e va trattato come tale.

Che cosa copiare

Su un'appliance Storage il candidato naturale sono le cartelle delle condivisioni che contengono documenti aziendali, e i dati raccolti dal Backup Agent in /home/agent — quelli dei portatili e dei database, che spesso non esistono in nessun altro posto.

Vanno invece escluse le cartelle già coperte da una replica verso un secondo apparato: copiarle due volte occupa spazio e banda senza aggiungere protezione.