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1. OpenVPN

Il percorso è Rete → Server VPN OpenVPN. È la VPN più versatile dell'apparato: serve sia a far collegare i singoli utenti da remoto, sia a unire due reti fra loro, ed è quella che si integra con l'autenticazione aziendale.

La pagina elenca i server OpenVPN configurati, ciascuno con lo stato, il nome, il tipo, l'endpoint con cui è raggiungibile, le reti remote che rende accessibili, il metodo di autenticazione, il protocollo e le azioni per gestirlo, fra cui scaricare la configurazione da consegnare al client.

1.1 Due modi di usarla

Il pulsante di creazione offre i due modi in cui OpenVPN si usa:

  • Remote Access — l'accesso dei singoli utenti da remoto: dal portatile o dal computer di casa ci si collega alla rete aziendale con un profilo OpenVPN. È il caso dello smart working e dell'accesso occasionale.
  • Site-to-Site — due reti collegate stabilmente attraverso Internet, come se fossero un'unica rete. È il caso di due sedi della stessa azienda.

La creazione chiede pochi elementi: un nome, la rete fittizia su cui vive il tunnel, la rete locale che si vuole rendere raggiungibile dall'altro capo, la porta, il protocollo (UDP o TCP) e la crittografia (per esempio AES-256-GCM). Le reti remote dichiarano quali reti interne il collegamento rende accessibili: sono le rotte che l'apparato annuncia al client o alla sede.

La creazione di un server OpenVPN Remote Access, con l'autenticazione Active Directory + 2FA

1.2 Autenticazione: dal solo certificato all'Active Directory con 2FA

Per l'accesso dei singoli utenti (Remote Access), il campo Utilizza Utente e Password stabilisce come le persone si identificano, oltre al certificato che identifica il dispositivo. Le scelte vanno dalla più semplice alla più robusta:

Opzione Che cosa richiede
Nessun utente (solo certificato SSL) Solo il certificato: chi possiede il profilo entra
Utenti Locali Il certificato più utente e password definiti sull'apparato
Utenti Locali + 2FA In più, un secondo fattore — un codice temporaneo da un'app
Usa Active Directory Utente e password del dominio aziendale, senza account VPN separati
Usa Active Directory + 2FA Le credenziali di dominio più il secondo fattore

Su una VPN esposta, il solo certificato o la sola password non bastano

Il server VPN è pubblicato su Internet e riceve tentativi di accesso in continuazione. Un certificato può essere copiato da un portatile rubato; una password può essere indovinata o riutilizzata. L'Active Directory più il secondo fattore è la combinazione che regge in questi casi: serve la credenziale aziendale valida e il codice del momento, e nessuno dei due da solo apre la porta.

Con un dominio, Active Directory + 2FA è la scelta da preferire

Dove esiste un Active Directory, legarvi la VPN evita un secondo elenco di utenti da tenere allineato: l'accesso si concede e si revoca gestendo l'utente nel dominio, dove lo si gestisce comunque, e un account disabilitato è fuori dalla VPN nello stesso istante. Aggiungere il 2FA copre il caso in cui una credenziale di dominio venga rubata o indovinata.